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La parola agli esperti

19 Giugno 2014

IL MERITO VISTO DALLA CIMA DELLA PIRAMIDE: PRESIDENTI E AD DI AZIENDE QUOTATE

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Che sia la volta buona? Se guardiamo le imprese dai piani alti, pare che si stia affacciando il merito. Lo conferma Mercer, una delle prime società al mondo sui temi di consulenza direzionale, nel presentare lo studio sui compensi dei Cda delle principali società quotate sul mercato italiano. Lo studio è finalizzato ad analizzare gli stipendi degli organi di amministrazione e controllo delle società del Ftse Mib. Questi alcuni risultati: diminuzione delle retribuzioni per i Presidenti non esecutivi fino al 34%, aumento dei premi legati alle performance degli Amministratori delegati fino al 26%, maggiore trasparenza e forte impatto della nuova regolamentazione sulle politiche di retribuzione dei dirigenti.

Un amministratore delegato nel 2013 ha guadagnato, mediamente tra 1.772.000 e 1.853.000 euro, comprensivi di incentivo a breve termine. I Presidenti di holding invece passano da una mediana di 400.000 euro a 265.000 euro.

Presidenti. L’adeguamento alle disposizioni dei regolatori (Consob, Banca d’Italia, Ivass) ha portato ad una netta diminuzione della remunerazione fissa per i Presidenti non esecutivi, che raggiunge il -34%. I dati del report evidenziano tuttavia ancora grosse differenze di stipendio tra i vari Presidenti; questo perché il processo di adeguamento alle nuove disposizioni ancora non è stato completato da parte delle aziende e il trend di decrescita potrebbe continuare anche nel 2014.

Amministratori delegati. Diverso invece il capitolo degli Amministratori Delegati. Dai dati emerge un incremento del 26% nell’erogazione degli incentivi di breve termine collegati alle performance. Questo trend trova un importante riscontro nell’analisi delle performance delle aziende, come è dimostrato dall’andamento dell’indice borsistico Ftse Mib (+14.15% negli ultimi 12 mesi). «Le performance borsistiche delle società del campione sono state positive - commentano in Mercer - così come altri indicatori economici, finanziari e gestionali rispetto all’anno precedente, salvo alcune eccezioni dovute ad un’azione sul bilancio per sostenere la crescita. Di conseguenza si è rafforzato il legame tra gli stipendi degli amministratori esecutivi e la creazione di valore. L’Italia mostra così un migliorato livello di Pay for performance in linea con le best practice».

Gli incentivi variabili di breve termine erogati agli Amministratori delegati variano da 0 a oltre 1.786.000 euro, con una mediana di 434.000 euro. La presenza di valori pari a zero (mancata erogazione del bonus) conferma l’efficacia dei sistemi di incentivazione adottati, che vanno a premiare solo dove si è meritato.

- Walter Passerini -

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