OSSERVATORIO JOBPRICING

Dati e trend sul mondo del lavoro

06 Dicembre 2016

LA CLASSIFICA 2016 DELLE PROVINCE CHE PAGANO MEGLIO (E PEGGIO)

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JP Geography Index 2016 Job Pricing

JP Geography Index è la classifica redatta dall’Osservatorio JobPricing delle province italiane, ordinate sulla base della retribuzione media rilevata. Il Report contiene la graduatoria retributiva delle 20 regioni italiane e delle 110 province, utilizzando come parametro la sede di lavoro del dipendente.

 

La scelta di un’offerta di lavoro è soggetta a valutazioni basate sulla sede di lavoro e sui relativi costi da sostenere per la produzione del reddito. Partendo dal presupposto che ad ogni territorio corrisponde un tessuto di aziende specifico, con settori differenti e opportunità più o meno diffuse, si crea un contesto che contribuisce a determinare le differenze retributive che un lavoratore, anche a parità di professione, può percepire in una provincia piuttosto che in un'altra. JP Geography Index è l’esclusiva classifica dei territori italiani (a cui per comodità si fa riferimento attraverso le province) che riporta le retribuzioni medie rilevata nelle 110 province italiane. Il report contiene la graduatoria retributiva delle 20 regioni italiane e la graduatoria delle 110 province, suddivise in 3 "fasce di merito", evidenziando il delta rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente.

 

REGIONI | La Lombardia continua ad essere la regione con le retribuzioni medie più alte, seguita da Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna. Al Centro è in evidenza il Lazio (che tuttavia perde una posizione nella graduatoria, collocandosi 5° a livello nazionale). Le RAL medie del Sud e Isole restano più basse del dato medio nazionale di circa 3.400 euro; gli ultimi posti della classifica accolgono Molise, Calabria e Basilicata.
Rispetto al 2015 Toscana, Campania, Umbria, Abruzzo, Sardegna e Calabria esprimono un migliore rapporto con la RAL media nazionale (sebbene si collochino comunque nella seconda metà della classifica).


PROVINCE | Milano è la provincia con la retribuzione media più alta (34.414 euro), con uno stacco di quasi duemila euro dalla seconda in classifica, Bolzano. Roma è al decimo posto, con una RAL pari a 30.685 euro, un valore migliore a quello registrato l’anno precedente e sempre molto alto rispetto alle altre province della regione e del Centro Italia, che popolano la parte centrale e finale della classifica.
Per le 3 fasce della graduatoria, spiccano in testa Cremona, Vicenza, Lecco e Mantova, che guadagnano dalle 12 alle 8 posizioni in classifica. Varese, Pesaro-Urbino e Treviso scendono invece di 11, 8 e 7 posti rispettivamente. Nel corpo centrale i delta più significativi interessano in positivo in particolare la Toscana, con Siena (+15), Pisa (+13) e Livorno (+12) e in negativo Forlì-Cesena (-14), Palermo e Imperia (-12). Nelle retrovie recuperano 8/9 posizioni le province di Benevento, Oristano, Ogliastra e Olbia-Tempio, mentre scendono ulteriormente Matera (che finisce penultima, con -14 posizioni), Bari (-13) e Taranto (-12).
Sei regioni smentiscono la tendenza per cui il capoluogo di regione ha le retribuzioni migliori: Trentino-Alto Adige, dove Bolzano occupa la seconda posizione della classifica nazionale, mentre Trento solo la 16° (perdendone 4 rispetto all’anno precedente); Veneto, in cui le province con una RAL maggiore di Venezia sono, nell’ordine, Verona, Vicenza e Treviso; Emilia-Romagna, dove Parma, Ravenna e Reggio Emilia antecedono Bologna; Marche, dove sebbene Pesaro-Urbino abbia perso 8 posizioni e sia ora 25°, ha una RAL media comunque maggiore di Ancona; Umbria, dove Terni stacca di 11 posizioni Perugia, ferma al 76° posto; Calabria con Catanzaro davanti a Reggio Calabria anche se di sole 5 posizioni, ma con una differenza di circa 1600 euro.


Mario Vavassori, Founder e Partner dell’Osservatorio JobPricing commenta questi dati, con un focus sul divario retributivo persistente che interessa il Nord Italia rispetto alle altre regioni: “le retribuzioni lombarde e del Nord in generale sono il risultato di due forze compresenti e che si auto alimentano: il costo della vita più alto che tipicamente interessa queste province e la natura del mercato occupazionale (quale riflesso del tessuto imprenditoriale), maggiormente contraddistinto rispetto ad altre regioni da figure specialistiche e manageriali, che alzano il valore medio complessivo dell’area considerata. Questo fenomeno è significativo nonostante la perdurante situazione di deflazione che caratterizza l’intero mercato del lavoro e delle retribuzioni”.


Il rapporto completo è disponibile qui gratuitamente per il download.


I dati riportati nella pubblicazione sono frutto dell’elaborazione delle osservazioni anonime raccolte tramite il tool gratuito del sito www.jobpricing.it “Confronta il tuo stipendio” nel corso del 2014, 2015 e 2016. JobPricing è stato utilizzato da circa 500.000 utenti e il database di profili retributivi è costituito da circa 250.000 osservazioni. “Confronta il tuo stipendio” permette, gratuitamente e a tutti gli interessati, di confrontare la propria retribuzione con quella media del mercato, ricevendo via mail il proprio report personalizzato.

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